Microchirurgia per le smagliature

La microchirurgia è considerata come l’ultimo scoglio, nella guerra contro le smagliature, sicuro ed indolore, che può migliorare anche l’aspetto della pelle. Questo intervento è stato messo a punto dal dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova, che ha ideato il Trilix, uno speciale “microdrill” chirurgico, in grado di asportare gradualmente il tessuto danneggiato della smagliatura.

Che cos’è?

Per ricorrere a questo intervento, occorre rivolgersi ad un dermatologo, in modo che quest’ultimo possa indicare quale tecnica usare per questi inestetismi, dopo aver fatto una valutazione accurata del tipo di pelle e della fase in cui si trovano le strie.

Una volta che il dermatologo ha dato il consenso all’intervento, e valuta quale sia il metodo adatto, suggeriscono di solito se è il caso di praticare dalle cinque alle dodici sessioni. La prima sessione può durare da trenta minuti fino a due ore, a seconda dell’età, dell’aspetto e della gravità delle smagliature. Queste sessioni vanno ripetuto ogni due settimane, e il dermatologo potrebbe dare delle istruzioni da seguire a casa, per mantenere i risultati ottenuti in studio.

Per procedere a questo intervento, il paziente non deve avere una pelle che tende a una cicatrizzazione ipertrofica o cheloidea, e la superficie cutanea colpita non deve essere del tutto smagliata, ma deve essere circondata da tessuti in buone condizioni.

I costi di questo intervento sono variabili, a seconda del numero delle sedute e delle zone trattato. Di solito si orienta tra i cinquecento e i millecinquecento euro.

In che cosa consiste?

Il giorno dell’intervento, il medico anestesista esegue degli esami clinici per assicurarsi di poter effettuare l’anestesia al paziente. La procedura consiste nel polverizzare dei piccoli cristalli, come l’ossido di alluminio, sulla superficie della pelle in cui sono presenti le smagliature, per togliere lo strato più esterno. Allo stesso tempo viene aspirata la pelle morta.

Le micro-asportazioni non richiedono dei punti di sutura, ma si applica un cerotto cutaneo per rimarginare il piccolo foro lasciato dal macchinario, in un arco di tempo che dai sette ai dieci giorni (di solito si toglie dopo due settimane). Una volta terminato il processo di guarigione, nella zona trattata non si presentano le cicatrici esteticamente rilevanti.

Nel post-operatorio è normale che il paziente si senta stanco e intorpidito, e quindi dovrà essere accompagnato. La cena dovrà mangiare in modo leggero e assumere i farmaci prescritti dal medico. Nella zona operata, potrebbe sorgere un leggero gonfiore, che non dura più di qualche giorno.